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Perché NL si chiama NL: Neminem laedere

2 ott
Tempo di lettura: 3 min

NL non è una sigla costruita sui nomi dei suoi fondatori. Il nome dello Studio viene da molto più lontano: Neminem laedere, il richiamo a uno dei principi fondamentali della tradizione giuridica romana.

Una radice romana

Il riferimento è ai tre precetti del diritto attribuiti a Ulpiano e conservati nel Digesto: honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere. Vivere onestamente, non ledere l’altro, attribuire a ciascuno ciò che gli spetta.

Una precisazione, per noi importante: Ulpiano scrive letteralmente alterum non laedere. Neminem laedere è la formula con cui quel principio è stato tradizionalmente richiamato e rielaborato nel linguaggio giuridico. La radice è la stessa; la citazione testuale va distinta dalla sua formulazione successiva.

Honeste vivere. Alterum non laedere. Suum cuique tribuere.

Non significa semplicemente “non fare del male”

Letto insieme agli altri due precetti, il principio acquista un significato più ricco. Non parla soltanto di astensione. Parla di correttezza della condotta, di limiti, di tutela dell’altro e, insieme, della necessità di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto.

È qui che il nome incontra il nostro modo di intendere il diritto. Un rapporto giuridico non serve a cancellare il conflitto: serve a governarlo. Una posizione va compresa, difesa e, quando è stata ingiustamente lesa, ricostruita e tutelata con gli strumenti appropriati.

Dal principio antico alla responsabilità moderna

Sarebbe storicamente scorretto sostenere che il diritto romano conoscesse già la moderna responsabilità civile nella forma in cui la intendiamo oggi. Il sistema romano operava attraverso rimedi e fattispecie specifiche, tra cui quelle legate alla lex Aquilia. La trasformazione del neminem laedere in un principio generale dell’illecito è il risultato di una lunga evoluzione della cultura giuridica europea.

Nel diritto italiano contemporaneo il collegamento più immediato è con l’articolo 2043 del codice civile: chi cagiona ad altri, con dolo o colpa, un danno ingiusto è tenuto al risarcimento. Ma anche qui la parola decisiva è “ingiusto”: il diritto non elimina ogni conseguenza sfavorevole nei rapporti tra persone e imprese, distingue la legittima tutela degli interessi dalla lesione che l’ordinamento non considera accettabile.

Perché NL

Quando è stato scelto il nome NL, non si è voluto mettere al centro chi componeva lo Studio. Si è scelto di mettere al centro un principio.

Questo, nel lavoro quotidiano, significa tre cose: prevenire quando il problema può essere evitato; proteggere quando un diritto è minacciato; rimediare quando la lesione si è già verificata.

Per un’impresa può voler dire costruire correttamente un contratto, individuare i rischi prima di un’operazione, svolgere una due diligence, organizzare la governance o affrontare una controversia. Per una persona può voler dire proteggere il patrimonio, affrontare un conflitto familiare, ricostruire una responsabilità o chiedere il ristoro di un danno.

In entrambi i casi il punto è lo stesso: non trasformare il diritto in un automatismo e non trasformare il conflitto in un fine.

Neminem laedere ed est modus in rebus

A questo principio NL affianca un metodo che richiamiamo con un’altra espressione latina: est modus in rebus, da Orazio. Le due formule hanno origini diverse e non vanno confuse: la prima appartiene alla tradizione giuridica, la seconda a quella poetica.

Per noi stanno bene insieme. Neminem laedere indica il principio. Est modus in rebus indica il modo di agire.

La misura non è debolezza, né ricerca del compromesso a ogni costo. È proporzione tra problema, obiettivo, strumenti, tempi, costi e conseguenze. È sapere quando negoziare e quando litigare. Quando una causa non serve, dirlo. Quando è necessaria, costruirla bene.

Un nome che viene prima di noi

Per questo NL non è l’acronimo dei professionisti che oggi lavorano nello Studio e non dipende dai loro nomi. Viene prima di loro e, idealmente, deve durare oltre loro.

Nel nostro nome c’è un principio. Nel nostro lavoro, l’impegno a renderlo concreto.

Riferimenti essenziali

Digesto, 1.1.10.1; Institutiones, 1.1.3; Cicerone, De officiis, I, 7; Orazio, Satire, I, 1; art. 2043 c.c.; Corte costituzionale, sentenze n. 641/1987 e n. 156/1999.

 
 
 

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